di Annemarie Jacir, Regno Unito, Qatar, 2025, 1h59. con Jeremy Irons, Robert Aramayo, Liam Cunningham, Billy Howle
PRESENTATO IN GRAND PUBLIC ALLA 20. FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2025)
GIOVEDÌ
24 Settembre
15.00
€ 3,50 (Cinema In Festa)
VENERDÌ
25 Settembre
19.00
intero € 7,50 - ridotto € 6,00
SABATO
26 Settembre
21.15
intero € 7,50 - ridotto € 6,00
DOMENICA
27 Settembre
15.00
intero € 7,50 - ridotto € 6,00
CREDITS
Titolo Originale: Palestine 36
Regia: Annemarie Jacir
Attori: Karim Daoud Anaya - Yusuf, Hiam Abbass - Hanan, Kamel El Basha - Abu Rabab, Yasmine Al Masri - Khuloud Atef, Jalal Altawil - Boulos, Robert Aramayo - Capitano Wingate, Saleh Bakri - Khalid, Billy Howle - Thomas Hopkins, Liam Cunningham - Charles Tegart, Jeremy Irons - Alto Commissario Wauchope, Yumna Marwan - Um Kareem, Sam Hoare - Charles, Christopher Villiers - Radio Broadcaster
Sceneggiatura: Annemarie Jacir
Fotografia: Hélène Louvart, Sarah Blum, Tim Fleming
Musiche: Ben Frost
Montaggio: Tania Reddin
Paese: PALESTINA, GRAN BRETAGNA, FRANCIA, DANIMARCA, NORVEGIA, QATAR, ARABIA SAUDITA, GIORDANIA 2025
Produzione: Ossama Bawardi
Distribuzione: Wanted Cinema
Durata: 1h59
SINOSSI
A Gerusalemme, nell'epoca del Mandato britannico della Palestina, il giovane Yusuf lavora come autista per il facoltoso Amir Atef e sua moglie, la giornalista Khuloud. Punto di contatto tra gli ambienti altolocati cittadini e la realtà rurale del paese, il giovane proviene dal villaggio di Al-Basma, dove cova la ribellione contadina nei confronti dei coloni ebrei, che prendono sempre più il controllo dei territori, e della repressione militare britannica, rappresentata dal capitano Wingate. Dopo la notizia della spartizione del paese tra ebrei e arabi, nel 1937, il conflitto esplode nel villaggio e coinvolge la famiglia di Yusuf e quella della giovane vedova Rabab, la quale a sua volta ha una figlia e dei genitori anziani di cui preoccuparsi.
Annemarie Jacir costruisce un racconto epico sulla Grande rivolta araba per affrontare le radici di un conflitto eterno e restituire la memoria a una comunità ferita