Rassegna teatrale per le scuole materne, elementari e medie
in collaborazione con il Teatro del Buratto
con il patrocinio dell’Assessorato all’Educazione e alla Cultura, Sport e Politiche Giovanili della Città di Sesto San Giovanni.
Dal 2001 il CINEMA TEATRO RONDINELLA offre alle scuole di Sesto San Giovanni e dell’hinterland milanese una
qualitativa programmazione teatrale rivolta agli studenti di diverse fasce di età e che si avvale dell’apporto delle
migliori compagnie teatrali in ambito nazionale.
La decima edizione della rassegna “LA SCUOLA A TEATRO” , quest’anno, si svolgerà a Sesto San Giovanni dal 5 febbraio
2010 al 26 marzo 2010.
Il calendario degli spettacoli offre una ricca possibilità di scelta sia per i temi affrontati che per le tecniche di
linguaggio utilizzate.
Nella realizzazione di questo progetto, il CINEMA TEATRO RONDINELLA collabora con il TEATRO DEL BURATTO, che da
oltre 25 anni lavora con successo in questo settore e può vantare molteplici riconoscimenti nazionali ed internazionali.
Tale collaborazione è fondata sulla comune attenzione al mondo dei più piccoli e su una consonanza di stili educativi.
Sulla base di queste credenziali e delle numerose rappresentazioni teatrali già realizzate per le scuole nel corso degli
ultimi anni, animati dal desiderio di offrire alla scuola un servizio sempre più attento alle sue esigenze e sempre più
qualificato, attraverso proposte che si contraddistinguono per il particolare interesse culturale, didattico e artistico,
intendiamo presentare agli insegnanti e ai responsabili didattici le nostre proposte per l’anno scolastico 2009-2010, che,
anche per questa stagione, godono del patrocinio dell’Assessorato all’Educazione e alla Cultura, Sport e Politiche
Giovanili della Città di Sesto San Giovanni.
VENERDI'
5 FEBBRAIO
2010
Ore: 10.00
QUELLI DI GROCK
IO ME NE FREGO
regia di Valeria Cavalli, con Andrea Battistella e Jacopo Fracasso
Età consigliata: 11-14 anni
Io me ne frego! è una storia che narra l’amicizia di due ragazzi che si conoscono fin dall’infanzia: il racconto svela un rapporto che nel tempo diventa oppressione di uno nei confronti dell’altro. Biglia, questo è il soprannome del più debole, si rende conto dei cambiamenti dell’amico, traviato da cattive compagnie, ma non vuole e non riesce a rompere il legame che li unisce, accettando dunque angherie e vessazioni. Allo stesso tempo l’altro procede inesorabilmente verso un tragico abbrutimento che lo porterà a non riconoscere più il confine fra il lecito e l’illecito. L’amicizia, che all’inizio era caratterizzata da una spensierata leggerezza, si incrina diventando una continua prevaricazione: le parole facili che scorrevano fra i due ragazzi diventano macigni e tutto sembra precipitare. Ma ad un certo punto Biglia, il sottomesso, trova il coraggio di dire no, di ribellarsi, rompendo il silenzio e ostacolando le malefatte del suo persecutore.
Quelli di Grock, dopo aver affrontato il tema dell’anoressia e della diversità rispettivamente negli spettacoli Quasi perfetta e Senzacoda, in questa occasione si dedicano ad un altro fenomeno sociale purtroppo dilagante: il bullismo. In merito a questo argomento si parla, si scrive, si organizzano forum e dibattiti che contribuiscono a tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica: Quelli di Grock, compagnia teatrale da sempre molto attenta al mondo dei più giovani, ha voluto concepire il proprio contributo utilizzando il linguaggio che le è più consono, quello teatrale. Dal palcoscenico i gesti e le parole arrivano diretti al cuore dello spettatore,
coinvolgendo anche i più timidi
e stimolando il desiderio di confrontarsi direttamente con il problema, di porre delle domande alla ricerca di risposte reali. In questo senso il teatro esprime pienamente la propria efficace funzione sociale, poiché porta in scena la vita vera, storie nelle quali riconoscersi, una morale concreta e non una predica.
VENERDI'
26 FEBBRAIO
2010
Ore: 10.30
QUELLI DI GROCK
CON LA TESTA FRA LE NUVOLE
Di Alessandro Larocca, Andrea Ruberti Con:Alessandro Larocca, Andrea Ruberti
Età consigliata: 11-14 anni
Carletto, il protagonista di questa storia, è un bambino che - come si dice di molti sognatori - vive con la testa fra le nuvole: vuole volare e per questo ha imparato ogni particolare su decolli e atterraggi, conosce a memoria la vita e le imprese di molti piloti, dal Barone Rosso a Charles Lindbergh. Per questo ha ricreato nella sua stanza un mondo tutto suo, fatto di sogni e desideri in cui rifugiarsi. Carletto è piccolo ma, osservando il cielo con il suo binocolo, sa che prima o poi arriverà oltre le nuvole pilotando lui stesso un aereo.
Sogna che sia uno dei suoi eroi a insegnargli a volare e sogna così intensamente che in una notte di temporale piomba nella sua camera uno strano personaggio che dice di conoscere il sogno di Carletto, forse perché è un pilota.
Ha viaggiato e racconta storie di tutto il mondo, suscitando nel bambino la curiosità e la voglia di scoprire cosa c’è al di fuori della sua stanza. Grazie a lui, Carletto in una notte vivrà l’avventura più magica della sua vita: volteggerà senza aereo e senza ali, si avvicinerà alle nuvole e alle stelle e quando alle prime luci dell’alba i due si saluteranno il bambino avrà imparato a volare, a desiderare, a guardare in alto e sognare, ma soprattutto ad avvicinarsi al mondo con curiosità e gioia. Con la testa fra le nuvole è una produzione di Quelli di Grock, firmata dal duo di soci storici Alessandro Larocca e Andrea Ruberti che, come ne “L’omino del pane e l’omino della mela”, mettono in gioco tutte le loro capacità mimiche, clownesche e attorali per raccontare una storia tenera e comica al tempo stesso. Il gioco clownesco fra Carletto e il pilota si alimenta di concretezza e visionarietà, di poesia e ironia, in bilico fra sogno e realtà, in cui le figure dell’adulto e del bambino sono unite dal bisogno di fantasticare.
VENERDI'
2 MARZO
2010
Ore: 10.30
COMPAGNIA TEATRALE LA PULCE
VIRGINIA, UNA STORIA DI BACI E BUGIE
Di Roberto Corona con Silvia Briozzo ed Enzo Valeri Peruta
Età consigliata: 9-13 anni
Angelo e Linda. Un uomo e una donna.
Angelo e Linda. Due genitori straordinariamente imperfetti. Angelo e Linda stanotte si trovano alle prese con un’esperienza che non si aspettavano di vivere così precocemente: parlare d’amore a Virginia, la loro bambina. Lei ora sta dormendo e forse nei sogni starà rivivendo le emozioni che ha provato nel momento in cui, a scuola, ha baciato un suo compagno. Forse avrà un gran batticuore...
Angelo e Linda sono lì, uno di fronte all’altra, un po’ impauriti, un po’ confusi, un po’ eccitati, un po’ perplessi e tentano a modo loro di trovare le parole adatte per affrontare questo tema cruciale: la vita affettiva di Virginia.
Questa lunga notte si trasformerà in una girandola di situazioni tenere e divertenti, fatta di incontri e scontri, giochi e spiegazioni bizzarre, abbracci e carezze. I due personaggi così prenderanno coscienza dell’importanza dell’emozioni amorose e delle piacevoli sensazioni legate al corpo, riconoscendole come preziose ed essenziali per la crescita, per la maturazione e per la vita della loro bambina. Riscoprendo, forse, la loro storia d’amore...
“Virginia” è uno spettacolo che affronta il tema dell’affettività e dello sviluppo dei bambini e la difficoltà degli adulti di mettersi in relazione con quelle emozioni, con quel mondo poco conosciuto circondato da silenzio e imbarazzo. Con leggerezza e ironia, il lavoro tenta di mettere a nudo questa esperienza interiore così potente e poetica fatta di desiderio, insicurezza, tormento, felicità, angoscia; vissuta con la stessa intensità da genitori e figli. Lo spettacolo è inserito all’interno del progetto di educazione alla sessualità ed affettività “L’amore dei bambini”; patrocinato dalla regione Lombardia e rivolto ai bambini della scuola elementare e media.
VENERDI'
5 MARZO
2010
Ore: 10.30
UNOTEATRO STILEMA
PERCHÉ
Di e con: Silvano Antonelli
Età consigliata: 3-10 anni
Una discarica? No! Una stanza piena di giornali, mucchi di carta ovunque. Il sottofondo è un lontano rumore di guerra.....è la realtà o solo un telegiornale che continua a trasmettere?
Improvvisamente, entra in scena un personaggio, è vestito "normalmente", con giacca e cravatta, ma in più ha un elmetto e anfibi militari. Pare quasi un soldato, il soldato di tutte quelle piccole e quotidiane battaglie, il rappresentante di tutti i genitori che tornano stanchi la sera e delle preoccupazioni che li accompagnano.
Si accascia su una poltrona e inizia a leggere un giornale quotidiano. La sua lettura, però, viene continuamente interrotta da qualcuno. Chi è? Perché continua a disturbare l'unico momento di relax che il nostro personaggio riesce a concedersi nel corso della giornata?
E' un ipotetico figlio, un bambino - pupazzo (formato da alcuni vestiti "casualmente" sovrapposti) che interloquisce con un papà stanco dopo una giornata di lavoro, ponendo continue domande e costringendolo a distrarsi dal leggere il giornale per cercare le sempre più difficili risposte.
"Perché mangiamo sempre la minestrina? Quante dita ha lo struzzo? Esiste Babbo Natale?
Qual è l'ultimo numero? Perché gli alberi perdono i capelli d'inverno? Cosa c'è dietro le stelle?"
E' un continuo rispondere a mille quesiti, da quelli più elementari a quelli attorno a cui ruota il mondo.
E' un continuo perdersi e poi riemergere nelle proprie risposte, quasi a voler tramandare tutto lo scibile a chi è all'inizio di un cammino. E' un cercare di comprendere i perché infantili , di farli propri e di rispondere con l'uso di esempi, sillogismi elementari che rimandino all'universale
VENERDI'
19 MARZO
2010
Ore: 10.30
TEATRO DEL BURATTO
LA LAVAPAURE
Di Mario Bianchi e Renata Coluccini; Con: Elisa Canfora, Renata Coluccini, Stefano Panzeri
Età consigliata: 6-10 anni
Il topo ha paura del gatto, il gatto del cane, il cane del lupo, il lupo della mamma che veglia il suo bambino, la mamma ha paura dell’uomo nero, l’uomo nero dell’uomo bianco, l’uomo bianco dell’uomo nero… Il fratellino ha paura del buio che sta arrivando, la sorellina che mamma e papà non tornino…
Ma giù in fondo c’è una luce, forse è una casa, la luce fa meno paura del buio, ma se nella casa c’è una strega?
E se invece di una strega ci fosse una donna che lava via le paure?
Sarebbe bellissimo che come lo sporco la paura potesse andare via con l’acqua. Ma tu, hai mai provato la paura, quella vera, che non mangi e non dormi più? Che il cuore sta per scoppiare e la bocca non riesce ad urlare? Che ti entra dentro e la porti ovunque vai?
Da dove entra la paura, dalla testa, dalle orecchie, dagli occhi? E poi dove sta? Qual è la geografia della paura?E quando hai paura cosa fai? Bevi un bicchiere d’acqua? Metti la testa sotto il cuscino?
Strizzi gli occhi? Urli? Stai in silenzio? Canti una canzone pensi alla nonna? Sarebbe proprio bellissimo che come lo sporco la paura potesse andare via con l’acqua. Esiste una donna che conosce un’erba, erba lavandaia o siderite o stregonia. Lei prende quest’erba la fa bollire e poi ti lava, ma solo nei giorni senza la r, e sempre con un movimento all’ingiù … e se c’è la paura l’acqua diventa soda, fa una ragnatela.
Esistono ancora oggi, in alcune zone della Toscana, donne che lavano la paura e lo fanno a grandi e piccini. Lo spettacolo prende spunto dall’esistenza di queste “maghe” per mettere in scena storie di paure archetipe, attuali o indotte, perché è importante riconoscerle, valutarle e infine lavarle via.
Due fratelli con il loro fardello di paure incontrano la lavapaure, e in questo incontro le paure prendono corpo in storie antiche e moderne, si materializzano e diventando “cose”, si possono finalmente gettare via. La paura che si alimenta del nostro silenzio e della nostra solitudine va comunicata e riconosciuta come emozione guida, intuizione che ci porta a prevenire o a affrontare il pericolo.
VENERDI'
26 MARZO
2010
Ore: 10.30
TEATRO DEL BURATTO
NEI CIELI DI MIRÒ
liberamente ispirato ai quadri di Mirò e al racconto di Daniel Pennac Il giro del cielo;
Regia: Jolanda Cappi, Giusi Colucci, Luisa Casatta, Nadia Milani Con: Luisa Casatta, Nadia Milani, Elena Veggetti, Irene Dobrilla
Età consigliata: 3-7 anni
Per Mirò il colore dei sogni è il blu. Blu come il cielo. Nei suoi quadri onirici lo spazio del cielo si colora di diversi toni di blu con piccoli segni, punti, macchie sfumate che lo aprono all’immaginazione e al sogno. A quel cielo blu e alle immagini fantastiche di Mirò, si è ispirato Daniel Pennac per raccontare un tenero dialogo tra un padre e una figlia che, in un sogno di quando era piccola, si è ritrovata nei luoghi e tra i personaggi dell’infanzia del padre. Da queste due suggestioni, nasce l’idea del nostro spettacolo. Sul filo del racconto di Pennac, che parla di sogni, di paure, di desideri dell’infanzia, prendono vita le immagini di alcuni quadri di Mirò, (l’Orto, Carnevale di Arlecchino, Ritratto di Mills, la Luna, il Circo,) evocati con animo infantile e che hanno un forte legame con la fantasia del bambino. Lo spettacolo è giocato con grande libertà usando i linguaggi dell’animazione, del gioco di ombre e di luci, del corpo nello spazio, delle deformazione ironica delle forme, con la poesia della parola e della musica .
Nei cieli di Mirò è rivolto a un pubblico di bambini che sicuramente riconoscono nei segni, nelle linee, nella simbologia delle forme di Mirò la loro stessa libertà fantastica, ma è anche rivolto a tutti i “grandi“ che possiedono ancora quella leggerezza “divagante“ dell’infanzia.
Nei cieli di Mirò è rivolto a un pubblico di bambini che sicuramente riconoscono nei segni, nelle linee, nella simbologia delle forme di Mirò la loro stessa libertà fantastica, ma è anche rivolto a tutti i “grandi“ che possiedono ancora quella leggerezza “divagante“ dell’infanzia.
BIGLIETTERIA
Biglietto d’ingresso: euro 4,60.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Le PRENOTAZIONI verranno raccolte entro VENERDÌ 13 novembre 2009
La Direzione comunica inoltre che gli spettacoli proposti verranno realizzati
qualora si raccolga il numero necessario di adesioni per coprirne i costi.
Invitiamo pertanto gli insegnanti a prenotare al più presto gli spettacoli ai quali sono interessati,
per poterne dare conferma alle compagnie.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
CINEMA RONDINELLA
(dal lunedì al venerdì in orari d’ufficio)
Tel.02.22478183 - Fax 02.24410709 info@cinemarondinella.it
CINEMA RONDINELLA
Viale Matteotti 425 - Sesto San Giovanni (MI)
tel 02.22.47.81.83 - fax 02.24.41.07.09
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