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Biglietto unico:
5,00 euro
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La rassegna l’Occhio delle Donne 2026 vuole porre l’attenzione, sottolineandone il valore, sulle tante forme di amore che intrecciano e tessono le vite degli esseri umani, donne e uomini. I film proposti raccontano, nelle forme originali che la fantasia del cinema può offrire, non solo l’amore di coppia. Lo sguardo delle registe si volge con particolare interesse verso l’amore per le giovani esistenze e quello fra le generazioni. Poi, c’è l’amore che segna per tutta la vita i legami di amicizia. Poi l’amore fantasticato e quello reale.
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E ancora, l’amore e la passione per la letteratura, in particolare, per la scrittura, che può cambiare le prospettive del futuro di chi segue questa nobile ossessione. Infine, ma non meno importante, l’amore per la propria vita, per la cura e la ricostruzione di sé. In questi tempi difficili un discorso sull’amore sembra fuori contesto, ma queste registe ci dicono che è la nostra forma vitale e quella dell’umanità intera.
(Associazione Lucrezia Marinellli)
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Giovedì 26 febbraio ore 15.30-21.15
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L’ATTACHEMENT – LA TENEREZZA
di Carine Tardieu, Francia, 2024, 1h46
con Pio Marmaï, Valeria Bruni Tedeschi, Vimala Pons, Raphael Quenard
Sandra, cinquantenne single per scelta, si ritrova coinvolta in modo crescente nella vita della famiglia che le abita accanto. L’inizio è casuale, poi è necessario. L’ evento improvviso riunisce sotto lo stesso tetto persone che non si sono scelte. Ma il tempo, la cura e la vicinanza danno forma a nuovi tipi di legame, al di là dei ruoli familiari tradizionali. Valeria Bruni Tedeschi è meravigliosa in un film tenero e limpido, pieno di grazia e di dolcezza.
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Giovedì 5 marzo ore 15.30-21.15
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SORRY, BABY
di Eva Victor, Usa, 2025, 1h44
con Eva Victor, Naomi Ackie, Lucas Hedges, John Carroll Lynch
Un ritratto intimo e sincero di una giovane donna alle prese con il “dopo” di un evento traumatico. Il film scava sui sentimenti, sull’esperienza corporea del trauma, sulla sua rielaborazione e sulla forza silenziosa del quotidiano nella ricostruzione di sé. Racconta la guarigione come un processo fatto di amicizie, piccoli gesti, ricadute e rinascite dove il dolore non sparisce, ma cambia forma. Agnes non si trasforma in una persona “nuova”, ma semplicemente ricomincia a sentire, a riappropriarsi del suo corpo e della sua vita.
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Giovedì 12 marzo ore 15.30-21.15
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JANE AUSTEN HA STRAVOLTO LA MIA VITA
di Laura Piani, Francia, 2024, 1h34
con Camille Rutherford, Pablo Pauly, Charlie Anson, Annabelle Lengronne
La regista, al suo esordio, firma un film romantico e malinconico che omaggia la grande scrittrice e racconta una protagonista in cerca di sé, tra lutto, desiderio e scrittura. Agathe, libraia parigina, autrice mancata, si sente bloccata nella vita, nell’amore e nella scrittura. Un viaggio inaspettato, la aprirà alla scoperta del desiderio e all’ incontro con l’altro permettendole, in un processo di cambiamento, di ritrovare la gioia di vivere la vita vera e lo spirito creativo per raccontare quella di fantasia.
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Giovedì 19 marzo ore 15.30-21.15
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GIOIA MIA
di Margherita Spampinato, Italia, 2025, 1h30
con Marco Fiore, Aurora Quattrocchi, Martina Ziami, Camille Dugay Comencini
Il film racconta l’incontro tra infanzia e memoria, tra razionalità e superstizione, tra un mondo che corre e uno che ha smesso di farlo: due universi inizialmente e apparentemente inconciliabili. Nico è un ragazzino undicenne, iperconnesso e insofferente a quella vacanza forzata in Sicilia. Lei, Gela, è la zia anziana, donna spirituale, fuori dal tempo, intollerante alla tecnologia.. Ma ciò che inizia come un’estate di sopportazione reciproca si trasforma in una lenta e imprevista forma di coabitazione affettiva e nella scoperta di un legame necessario per entrambi.
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Giovedì 26 marzo ore 15.30-21.15
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LA MATTINA SCRIVO (A PIED D’ŒVRE)
di Valerie Donzelli, Francia, 2025, 1h32
con Bastien Bouillon, André Marcon, Virginie Ledoyen, Claude Perron
Miglior Sceneggiatura al Festival di Venezia 2025
É la storia vera di un uomo, Paul Marquet, avviato fotografo professionista che decide di mollare tutto per inseguire la sua passione, la scrittura, scoprendo la precarietà, la povertà e pagando un prezzo alto per essere finalmente libero. Il film, attraverso la magnifica interpretazione di Bastien Bouillon, racconta che la povertà e la solitudine non sono condizioni romantiche e che fare quello che si ama vuol dire rinunciare a moltissimo. Ben diretto, con una sceneggiatura chiara ed equilibrata, parla di chi, nella nostra società, fa il lavoro di scrivere, il lavoro del cinema e dei tanti lavoratori precari che non hanno voce.
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Viale Matteotti 425 Sesto San Giovanni (MI)
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