Regista, attore, sceneggiatore, compositore. Nato a Flatbush, un rione di Brooklyn, da una famiglia ebraica di origine ungherese. A soli sedici anni decide di adottare il nome d'arte di Woody Allen e comincia a guadagnare i primi soldi vendendo le sue gag prima per strada e poi ai comici televisivi. Falliti gli studi sia alla New York University che al City College, inizia a lavorare come 'gang man' per alcuni spettacoli televisivi e come presentatore nei night clubs, alternando esibizioni comiche e musicali (suona il clarinetto dall'età di dodici anni). Prima di tentare la strada del cinema ottiene un grande successo a Broadway con le sue commedie: "Don't drink the Water" e "Play it again Sam". Nel 1965 debutta ad Hollywood come attore e sceneggiatore con
Ciao Pussycat (What's new Pussycat) di Clive Donner. Il primo film lo dirige nel 1969:
Prendi i soldi e scappa (Take the money and run). Nel corso della sua carriera ha ricevuto diciotto nominations all'Oscar vincendone tre: per la regia e la sceneggiatura originale di
Io & Annie (Annie Hall) nel 1977 e per la sceneggiatura originale di
Hanna e le sue sorelle (Hannah and her sisters). "Io & Annie" ha vinto anche l'Oscar come miglior film.
Appassionato di musica jazz fin da ragazzino, il regista inserisce in
Manhattan (film che viene considerato il sequel di "Io e Annie" soprattutto per l'omaggio alle atmosfere malinconiche di New York), la musica di Gershwin per raccontare un'altra storia di nevrosi e amori inconcludenti. Nel 1978 realizza come regista Interiors, film dalle atmosfere crepuscolari che, come i successivi
Settembre (1987),
Un'altra donna con una intensa Gena Rowlands (1988) e, in parte,
Alice (1990), rende esplicito omaggio a Ingmar Bergman, uno dei suoi registi preferiti, insieme a Federico Fellini al quale guarda per la costruzione di
Stardust Memories (1980), opera dichiaratamente autobiografica narrata in flusso di coscienza come "8 e mezzo". Dopo il magico riferimento shakespeariano di
Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982), gira il mockumentary
Zelig (1983), finto reportage su un uomo camaleontico che trasforma anima e corpo secondo chi si ritrova vicino, mostrando un conformismo che ha molto a che vedere con la società contemporanea. Qualche anno più tardi riceve il secondo Oscar per il campione d'incassi
Hannah e le sue sorelle (1986), successivo al divertente
Broadway Danny Rose (1984) e a
La rosa purpurea del Cairo (1985), omaggio a "La palla n. 13" di Buster Keaton.
Successivo all'ennesimo omaggio alla musica jazz di
Radio Days (1987) è il sorprendente
Crimini e misfatti, riflessione divertente ma non banale sulle colpe che non vengono punite, facendo riferimento ai romanzi di Dostoevskij, scrittore che riprenderà anche più avanti in
Match Point (2005). Al ritmo costante di almeno un film all'anno, dopo
Ombre e nebbia (1992) ritorna ad atmosfere più serene con
Mariti e mogli (1992),
Misterioso omicidio a Manhattan (1993), per il quale richiama Diane Keaton, e l'esilarante
Pallottole su Broadway (1994). Cambia tono nei successivi
La dea dell'amore (1995, per il quale Mira Sorvino vince l'Oscar come miglior protagonista femminile), omaggio commosso al teatro greco, e nel musical
Tutti dicono I love you (1996) in cui tratta il tema delle famiglie allargate con un cast d'eccezione che coinvolge Drew Barrymore, Julia Roberts, Goldie Hawn ed Edward Norton. Affezionato però ai ritratti di personaggi in crisi, realizza
Harry a pezzi (1997) e sberleffa il patinato mondo dei vip con
Celebrity (1998), girato in bianco e nero. Il suo amore per il jazz invece trionfa con
Accordi e disaccordi (1999) con Sean Penn.
Con gli ultimi lavori, il successo in patria si era un po' affievolito ma, dopo un accordo con la Dreamworks di Spielberg che gli dà maggiore visibilità, ritorna ai lustri di un tempo con
Criminali da strapazzo (2000), che prende spunto da "I soliti ignoti" di Monicelli. Dopo
La maledizione dello scorpione di Giada (2001) che omaggia il cinema degli anni '40, è la volta di
Hollywood Ending (2002), film in cui tenta di costruire una metafora di un regista in declino che, malgrado una cecità psicosomatica, riesce a concludere il proprio film.
L'anno successivo Woody chiama Jason Biggs (direttamente dall'America giovanilistica di American Pie) per affiancare Christina Ricci in
Anything Else, storia d'amore impossibile tra un aspirante scrittore e una giovane dallo spirito libertino e indecisa su tutto. Con
Melinda e Melinda (2004) ritorna ad affrontare il binomio tragedia/commedia delineando due storie che non annoiano ma fanno affiorare qualche cedimento di sceneggiatura. Con gli ultimi lavori Woody sembra entrare in crisi creativa ma il capolavoro è dietro l'angolo. Secondo le dichiarazioni dell'autore,
Match Point è il film del quale va più orgoglioso: l'intrigo è una storia di delitto e castigo ambientata nell'alta società di Londra che si confronta con la casualità della vita in una visione realistica (che sfiora il pessimismo) dei rapporti sentimentali. Il film è il primo che vede protagonista la sensuale Scarlett Johansson, vera e propria musa del regista che la richiama per
Scoop (2006), intricata commedia sullo sfondo di una Londra avvolta nel mistero delle arti magiche e in
Vicky Cristina Barcelona (2008) al fianco di Penelope Cruz e Javier Bardem, in un gioco di gelosie per le strade della vivace città catalana.
Nel 2007
Sogni e delitti, thriller con Ewan McGregor e Colin Farrell, segna il ritorno a un cinema più drammatico che indaga nelle perversioni umane più inconfessabili.
Con
Whatever Works - Basta che funzioni (2009) ritorna ad ambientare un film a Manhattan offrendoci con il suo stile ironico, colto e leggero, un'altra puntuale riflessione sul mondo e l'uomo. Solo un anno più tardi, tuttavia, Allen fa ritorno in Gran Bretagna dove gira
Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni (2010), un'altra profonda riflessione su quella grande illusione che il mondo continua a chiamare 'amore'.