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L'ORDINE DELLE COSE
di Andrea Segre, Italia 2017, 1h52.
Con Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti, Olivier Rabourdin, Fabrizio Ferracane
PROIEZIONE SPECIALE ALLA 74. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2017),
HA OTTENUTO LA MENZIONE SPECIALE DEL PREMIO HUMAN RIGHTS NIGHTS AL CINEMA DEI DIRITTI UMANI.
VENERDÌ
15 Settembre
15.30* Proiezione unica
*alle 15.30 prezzo speciale: € 5,00
SABATO
16 Settembre
20.00 proiezione unica
intero € 7,50 – ridotto € 5,50
DOMENICA
17 Settembre
17.30 proiezione unica
intero € 7,50 – ridotto € 6,00


CREDITS
Titolo Originale:
L'ordine delle cose
Regia:
Andrea Segre
Sceneggiatura:
Marco Pettenello, Andrea Segre
Fotografia:
Valerio Azzali
Montaggio:
Benni Atria
Musica:
Sergio Marchesini
Interpreti:
Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti, Olivier Rabourdin, Fabrizio Ferracane, Roberto Citran, Fausto Russo Alesi, Hossein Taheri
Paese:
Italia 2017
Durata:
115 Min
Produzione:
FRANCESCO BONSEMBIANTE, ANTOINE DE CLERMONT-TONNERRE PER JOLEFILM, CON RAI CINEMA, IN COPRODUZIONE CON MACT PRODUCTIONS, SOPHIE DULAC PRODUCTIONS
Distribuzione:
PARTHÉNOS IN COLLABORAZIONE CON ZALAB
 

SINOSSI:
Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l'immigrazione irregolare. Il Governo italiano lo sceglie per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l'Italia. La missione di Corrado è molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani ed europei sembra impossibile. Corrado, insieme a colleghi italiani e francesi, si muove tra stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti. La sua tensione è alta, ma lo diventa ancor di più quando infrange una delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell'immigrazione, mai conoscere nessun migrante, considerarli solo numeri. Corrado, invece, incontra Swada, una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa. Come tenere insieme la legge di Stato e l'istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà? Corrado prova a cercare una risposta nella sua vita privata, ma la sua crisi diventa sempre più intensa e si insinua pericolosa nell'ordine delle cose.

RECENSIONE:
« Segre sceglie (...) un (...) registro, più in sintonia con le sue origini da documentarista: uno stile lineare, quasi scabro nella sua essenzialità, ma efficacissimo per spiegare i fatti. (...) Un caso come ce ne sono tanti, che costringe il funzionario italiano a fare i conti con la disumanità delle regole e l'impotenza dei singoli e che il film racconta con una lucidità cartesiana, quella di un regista che cerca con coraggio e onestà di non confondere mai i due piani, quello della politica e quello dell'accoglienza, ma che non vuole neppure privilegiarne uno a scapito dell'altro.» (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 1 settembre 2017)
 


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