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LADRI DI BICICLETTE
di Vittorio De Sica, Italia, 1948, 1h28.
Con Lamberto Maggiorani, Enzo Stajola, Lianella Carell, Elena Altieri
Restaurato nel 2018 da Cineteca di Bologna, Compass Film e Istituto Luce Cinecittà
in collaborazione con Arthur Cohn, Euro Immobilfin e Artédis
presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata
GIOVEDÌ
21 Febbraio
15.30 - 21.15
€ 7,00 (intero)
€ 5,00 (ridotto)


CREDITS
Titolo Originale:
Ladri di biciclette
Regia:
Vittorio De Sica
Soggetto:
Cesare Zavattini dal romanzo omonimo di Luigi Bartolini.
Sceneggiatura:
Oreste Bianconi, Cesare Zavattini, Suso Cecchi D’Amico, Adolfo Franci, Gherardo Gherardi, Vittorio De Sica, Gerardo Guerrieri.
Fotografia:
Carlo Muontori
Montaggio:
Eraldo Da Roma
Musiche:
Alessandro Cicognini
Scenografia:
Antonino Traverso
Interpreti:
Lamberto Maggiorani (Antonio Ricci), Enzo Stajola (Bruno Ricci), Lianella Carell (Maria Ricci), Elena Altieri (la patronessa), Gino Saltamerenda (Baiocco), Vittorio Antonucci (il ladro), Giulio Chiari (attacchino), Michele Sakara (il segretario alla beneficenza), Fausto Guerzoni (filodrammatico), Carlo Jachino (il mendicante).
Paese:
Italia 1948
Durata:
88 Min
Produzione:
Produzioni De Sica
Distribuzione:
Fondazione Cineteca di Bologna
 

SCHEDA
Antonio Ricci festeggia con la famiglia il lavoro che ha ottenuto faticosamente: attacchino di manifesti del cinema. La famiglia riscatta dal banco dei pegni la bicicletta e Antonio va a lavorare. Sta incollando il manifesto di Gilda quando gli rubano la bicicletta. Cerca di rincorrere il ladro ma inutilmente. Disperato inizia un'impossibile ricerca insieme a suo figlio Bruno. Il povero Antonio le tenta tutte, compresa la visita a una medium. Un giorno crede di vedere il ladro, lo blocca e chiama un carabiniere. Col militare perquisisce la poverissima casa del presunto ladro, che al momento cruciale ha un attacco di epilessia. Sempre più disperato Antonio decide di rubare a sua volta una bicicletta. Ma non è il suo mestiere: viene rincorso e preso dalla folla. Lo porterebbero in questura se non fosse per l'intervento di Bruno, che commuove la gente e si porta via il papà per mano.

"Perché pescare avventure straordinarie quando ciò che passa sotto i nostri occhi e che succede ai più sprovveduti di noi è così pieno di una reale angoscia?" (Vittorio De Sica). Da divo brillante della commedia anni Trenta, De Sica si trasforma in maestro del cinema, tra i massimi protagonisti del neorealismo italiano. Ladri di biciclette è uno dei capolavori realizzati in coppia con Zavattini. Il quadro di miseria dell'Italia del dopoguerra è condensato magistralmente nella storia di un attacchino cui viene rubata la bicicletta, unico mezzo di sostentamento per sé e la famiglia. André Bazin lo definì "il centro ideale attorno al quale orbitano le opere degli altri grandi registi del neorealismo". Oscar per il miglior film straniero.
 



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