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IL CORRIERE - THE MULE
di Clint Eastwood, Usa, 2019, 1h56.
con Clint Eastwood, Bradley Cooper, Taissa Farmiga, Alison Eastwood
LUNEDÌ
08 Aprile
15.30 - 21.15
Biglietto ore 15.30: € 3,00
 
 
 
Biglietto ore 21.15: € 4,00
Tessera  x   4 film: € 12,00
Tessera  x 10 film: € 25,00

alle ore 20.30
CINEFESTIVAL FOCUS:
Il cinema di Clint Eastwood
approfondimento a cura di Matteo Mazza

CREDITS
Titolo Originale:
The Mule
Regia:
Clint Eastwood
Attori:
Clint Eastwood, Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest.
Sceneggiatura:
Nick Schenk
Fotografia:
Yves Bélanger
Montaggio:
Joel Cox
Scenografia:
Kevin Ishioka
Paese:
USA - 2018
Durata:
116 Min
Produzione:
CLINT EASTWOOD, DAN FRIEDKIN, JESSICA MEIER, TIM MOORE, KRISTINA RIVERA, BRADLEY THOMAS, CO-PRODUTTORE JILLIAN APFELBAUM PER WARNER BROS. PICTURES, IN ASSOCIAZIONE CON IMPERATIVE ENTERTAINMENT
Distribuzione:
WARNER BROS. PICTURES
 

SINOSSI:
Earl Stone, floricoltore appassionato dell'Illinois, è specializzato nella cultura di un fiore effimero che vive solo un giorno. A quel fiore ha sacrificato la vita e la famiglia, che di lui adesso non vuole più saperne. Nel Midwest, piegato dalla deindustrializzazione, il commercio crolla e Earl è costretto a vendere la casa. Il solo bene che gli resta è il pick-up con cui ha raggiunto 41 stati su 50 senza mai prendere una contravvenzione. La sua attitudine alla guida attira l'attenzione di uno sconosciuto, che gli propone un lavoro redditizio. Un cartello poco convenzionale di narcotrafficanti messicani, comandati da un boss edonista e gourmand, vorrebbe trasportare dal Texas a Chicago grossi carichi di droga. Earl accetta senza fare domande, caricando in un garage e consegnando in un motel. La veneranda età lo rende insospettabile e irrilevabile per la DEA. Veterano di guerra convertito in 'mulo', Earl dimentica i principi di fiero difensore del Paese per qualche dollaro in più. Ma la strada è lunga.

RECENSIONE:
«(...)Pubblicata dal giornalista Sam Dolnick sul New York Times Magazine del giugno 2014, la storia vera ha ispirato una sceneggiatura affidata al Nick Schenk di 'Gran Torino' che è poi finita sulla scrivania di Clint Eastwood. Il quale a un'età (88 anni) in cui (con l'eccezione di Manoel De Oliveira) un cineasta vive di ricordi, si è assunto il doppio compito di regista (37a) e attore (70a interpretazione). Proponendosi in un ruolo di gran vecchio che molto gli somiglia per le anarchiche scelte esistenziali, a scapito degli affetti famigliari; e nel piglio politicamente scorretto. Vedi la tranquillità con cui il suo personaggio si infila nel giro della droga; vedi battute del tipo: «Mi fa piacere aiutare voi negri» o (rivolto agli scagnozzi messicani) «sembrate tutti uguali». Frasi che in bocca a un altro suonerebbero razziste; e proferite da lui fanno sorridere noi fan, forse a torto convinti che «Dirty Harry» in realtà un suo codice etico lo ha. Molto personale sebbene ispirato alla realtà, 'The Mule' non è 'Gli Spietati' o 'Million Dollar Baby'; semmai è una versione minore di quell'ironico autoritratto che è 'Gran Torino'. Parliamo di una pellicola di dieci anni fa, e però - anche se il fisico li denuncia e la tenuta del film a tratti ne risente - 'The Mule' conserva la lineare fluidità narrativa che Clint ha ereditato dal cinema classico americano; e ogni attore, a partire dell'agente Dea Bradley Cooper, si intona con naturalezza al suo quieto e sicuro registro di regia. Curata dal trombettista cubano Arturo Sandoval, la colonna sonora è un delizioso mix di jazz e pop» (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 7 febbraio 2019)


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