SINOSSI: Sotto il pavimento di una grande casa nella campagna di Tokyo, vive la quattordicenne Arrietty con la madre e il padre. Sono una famiglia di “rubacchiotti”, alti dieci centimetri, che prendono in prestito dagli umani tutto ciò che serve loro per sopravvivere ma in piccolissime quantità, in modo che nessuno se ne accorga e possa scoprire la loro esistenza. Arrietty, però, in una delle sue incursioni nel giardino della casa viene vista da Sho, un ragazzino umano di 12 anni che soggiorna lì, presso la zia, in attesa di una rischiosa operazione al cuore...
RECENSIONE: «Sono intorno a noi, in mezzo a noi, sono i rubacchiotti, esserini che vivono sgraffignando dalle nostre case. Noi li temiamo, loro ci temono. Ma chi conosce Hayao Miyazaki - vi ricordate 'Ponyo'? - sa bene che così non può durare (...). II sommo Hayao è 'solo' co-sceneggiatore, alla regia l'esordiente Hiromasa Yonebayashi, ma 'Arrietty' è un altro gioiellino nel forziere dello Studio Ghibli (grazie Lucky Red). E ancora una volta il tema è l'identità, la definizione dell'altro attraverso la ridefinizione di sé, racchiusa in una matrioska splendidamente disegnata: nella casa dell'uomo la casina dei rubacchiotti, nel loro sguardo così lontano cosi vicino l'accorata interrogazione al nostro modo di vedere, e vivere. Tra desiderio e paura, attrazione e repulsione, si fa largo una visione fusionale, affidata a quell'animazione utopica che più di ogni altro genere sa riscrivere il mondo: si scrive 'Arrietty', si vede una meraviglia.» (Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano)