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Ingresso per tutte le proiezioni della giornata: 3,50 €
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Appuntamento dal 15 settembre al 6 ottobre con la VII edizione del Labour Film Festival, la rassegna di cinema e lavoro promossa da Cisl e Acli Lombardia con il Cinema teatro Rondinella di Sesto San Giovanni. La manifestazione, una delle più importanti del suo genere in Italia, quest’anno arricchisce la propria proposta e si fa in tre: Labour.short, Labour.doc e Labour.film. Labour.short, che presenta corti di giovani autori che si cimentano sui temi sociali e del lavoro con brevi filmati per una durata compresa tra i 10 e i 15 minuti. Labour.doc, rassegna del documentario di maggiore impegno creativo e produttivo e, infine, Labour.film, con una selezione dei lungometraggi più significativi che la stagione ha proposto, alcuni più noti, altri meno, ma tutti di sicuro interesse. Tre anche le giornate di proiezione, oltre ai tradizionali appuntamenti di lunedì e giovedì sera, infatti, tutti i mercoledì pomeriggio, dalle 15,15, saranno riproposti alcuni titoli della selezione serale.
La sera si comincia alle 20 con il corto, cui segue il documentario e quindi alla 21,15 il film. L’ingresso per tutte le proiezioni della giornata è di 3,50 euro. Nutrita la presenza di registi: tra gli altri giovedì 22 settembre, Giovanni Calamari presenterà il suo film Debito d’ossigeno e Giovanni Panozzo presenta Anche noi. Tra le pellicole più note si segnalano We want sex, Mammuth e Il sangue verde.
Serata speciale lunedì 19 settembre con il “Tributo a Ermanno Olmi”, attraverso la proiezione del documentario Rupi del vino e quindi de Il posto, pellicola culto del 1961. L’iniziativa si svolge in occasione dei 50 anni dall’uscita del film e dei 150 anni dell’unità d’Italia. Al termine degustazione di prodotti Dop e Igt della Valtellina a cura della Fondazione ProVinea.
Per lo spazio “I mestieri del cinema”, il 3 ottobre presentazione del documentario “Je m’appelle Morando” di Daniele Segre e dedicato a uno dei più noti critici cinematografici italiani. Ha annunciato al sua presenza alla serata lo stesso Morando Morandini.
L’intera rassegna si svolge al Cinema Rondinella di Sesto San Giovanni, in via Matteotti 425, con il patrocinio del Servizio per la vita sociale e il lavoro della Diocesi di Milano, dell’assessorato alla Cultura sestese e di Europa Cinemas, e con la collaborazione del Circolo Acli San Clemente, di Lombardia Servizi e di BiblioLavoro.
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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE
Labour.short
Ore 20.00
LA STATUA DELLA RAMBLA
di Lorenzo Muscoso, Italia, 2009, 13 min.

La storia di Michele, un uomo di 33 anni che sognava di fare
l’artista ma che le vicissitudini della vita hanno condotto verso
altre strade. Dopo anni di precariato e un matrimonio non andato
bene, Michele decide di lasciare la sua città e inizia a viaggiare
per il mondo nella speranza di trovare la tranquillità ricercata
da tempo ma soprattutto un lavoro che gli permetta di sostenersi
e di esprimere al meglio la propria personalità. Un
giorno si procura degli stracci e del trucco e inizia a fare la “Statua
Vivente” per strada e dopo aver guadagnato i primi 25 euro,
capisce che questo è il suo lavoro. Da quel momento il suo personaggio
diventa parte di sé e della sua vita...
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Labour.doc
Ore 20.15
HANNA E VIOLKA
di Rossella Piccinno, Italia, 2009, 56 min.

Hanna Korszla è una delle 1.700.000 badanti presenti in Italia,
vive in Salento da tre anni insieme a Gina e Antonio, un anziano
ultraottantenne malato di Alzheimer, di cui si occupa costantemente.
Violka è sua figlia, diciannovenne polacca senza lavoro.
Le vite di Hanna e Violka si incontrano come in uno specchio
scambiando i propri ruoli nella cura di Antonio. E’ così che Hanna
può finalmente ritornare in Polonia a riabbracciare il resto
della sua famiglia confrontandosi con un presente e con un
passato difficile, mentre Violka, badante-bambina, fa i conti con
un soggiorno che non si rivela essere proprio “una vacanza”...
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Labour.film
Ore 21.15
MAMMUTH
di B. Delepine e G. Kervern, Belgio, 2010, 89 min.

Mammuth va in pensione a sessant’anni. Ha lavorato da quando
ne aveva sedici e l’ultimo datore di lavoro gli riconosce di
non aver mai fatto un giorno di assenza. Ora Mammuth non sa
come trascorrere le giornate ma una soluzione gli arriva dalla
ricostruzione dei contributi pensionistici. Nel passato l’uomo
ha lavorato in diversi luoghi e molti si sono “dimenticati” di versare
il dovuto. Mammuth sale allora sulla sua moto, che non
usa più dalla gioventù, e parte alla ricerca del suo passato...
Intervengono alle proiezioni
GIAMBATTISTA ARMELLONI, Presidente Acli Lombardia
e GIGI PETTENI, Segretario Generale Cisl Lombardia
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LUNEDÌ 19 SETTEMBRE
Tributo a Ermanno Olmi
Labour.doc
Ore 20.15
RUPI DEL VINO
di Ermanno Olmi, Italia, 2009, 54 min.

“Cinque sono i motivi per bere: l’arrivo di un amico, la bontà
del vino, la sete presente e quella che verrà, e qualunque altro...“
Ermanno Olmi torna al documentario e intraprende un
viaggio tra valli, rupi, tradizioni e cultura della Valtellina...
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Labour.film
Ore 21.15
IL POSTO
di Ermanno Olmi, Italia, 1961, 93 min.
Evento Speciale in occasione dei 50 anni dall’uscita del
film e dei 150 dell’Unità d’Italia

Un ragazzo di Meda, figlio di operai, s’accinge a trovare un posto
di avventizio in una grande azienda milanese. Un’ora e mezzo
per una storia così esile? Eppure non si hanno né divagazioni
né indugi. Tutto si tiene. Dopo i capitoli leggeri e lirici della
prima parte (l’idillio del protagonista con una coetanea: è L.
Detto che diventerà moglie di Olmi e madre dei suoi figli) si affronta
il tema centrale: la presa di contatto di Domenico, ancora
integro nella sua freschezza di adolescente, col desolato e triste
mondo impiegatizio. Che prezzo dovrà pagare per il posto, per
il lavoro?
a seguire: degustazione di prodotti DOP e IGP della Valtellina
a cura di Fondazione ProVinea
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MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE
Labour.short
Ore 15.15
SALVATORE
di Bruno e Fabrizio Urso, Italia, 2010, 14 min.

Alfio e Maria non hanno un lavoro fisso, sono precari. Alfio, con
una vecchia auto, va ogni mattina al porto a comprare il pesce
da rivendere al dettaglio. Non ha una licenza, è un abusivo. Maria
lavora in un’azienda di confezionamento di posate di plastica,
le fanno annualmente dei contratti a tempo determinato ma
sa di non avere certezze del domani. Maria scopre che non le
rinnoveranno il contratto perché è incinta. Nonostante Alfio faccia
di tutto per risollevare Maria, non riesce da solo a mantenere
se stesso e la propria compagna. Entrambi dovranno
prendere delle decisioni per migliorare la propria esistenza.
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Labour.film
Ore 15.30
IL POSTO
di Ermanno Olmi, Italia, 1961, 93 min.
Evento Speciale in occasione dei 50 anni dall’uscita del
film e dei 150 dell’Unità d’Italia

Un ragazzo di Meda, figlio di operai, s’accinge a trovare un posto
di avventizio in una grande azienda milanese. Un’ora e mezzo
per una storia così esile? Eppure non si hanno né divagazioni
né indugi. Tutto si tiene. Dopo i capitoli leggeri e lirici della
prima parte (l’idillio del protagonista con una coetanea: è L.
Detto che diventerà moglie di Olmi e madre dei suoi figli) si affronta
il tema centrale: la presa di contatto di Domenico, ancora
integro nella sua freschezza di adolescente, col desolato e triste
mondo impiegatizio. Che prezzo dovrà pagare per il posto, per
il lavoro?
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Labour.doc
Ore 17.30
HANNA E VIOLKA
di Rossella Piccinno, Italia, 2009, 56 min.

Hanna Korszla è una delle 1.700.000 badanti presenti in Italia,
vive in Salento da tre anni insieme a Gina e Antonio, un anziano
ultraottantenne malato di Alzheimer, di cui si occupa costantemente.
Violka è sua figlia, diciannovenne polacca senza lavoro.
Le vite di Hanna e Violka si incontrano come in uno specchio
scambiando i propri ruoli nella cura di Antonio. E’ così che Hanna
può finalmente ritornare in Polonia a riabbracciare il resto
della sua famiglia confrontandosi con un presente e con un
passato difficile, mentre Violka, badante-bambina, fa i conti con
un soggiorno che non si rivela essere proprio “una vacanza”...
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GIOVEDÌ 22 SETTEMBRE
Labour.short
Ore 20.00
IL VINCITORE
di Davide Labanti, Italia, 2009, 19 min.

Quando il lavoro non esisterà più, arriverà “Il gratta e lavora”, un
concorso a premi che garantisce un posto a tempo indeterminato.
In questo scenario fantastico, dove tutti indossano una tuta bianca
e hanno lavori intercambiabili che vanno dal cestino all’attaccapanni,
il regista Davide Labanti racconta la storia di Marco e
Giulia, giovane coppia di precari in attesa di un figlio. Un film che
sa creare un’altra società leggendo con disperata ironia l’attuale.
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Labour.doc
Ore 20.15
CARGO
di Vincenzo Mineo, Italia, 2010, 48 min.

Cargo vuole rendere testimonianza non solo del lavoro svolto a
bordo da ufficiali e marinai, ma vuole anche sentire le loro storie,
le loro solitudini e i momenti di aggregazione, il tempo libero e i
contatti con la terraferma. Tutto questo per far conoscere il piacere
e le difficoltà di un lavoro svolto sul mare, su una nave che
diventa anch’essa protagonista, un’isola in movimento vissuta da
una eterogenea comunità-equipaggio in isola-mento, con le sue
gerarchie e i suoi equilibri, con i suoi sogni e i suoi desideri...
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Labour.doc
Ore 21.15
DEBITO D’OSSIGENO
di Giovanni Calamari, Italia, 2009, 70 min.

Questo film-documentario racconta come una ragazza madre di
Legnano e una famiglia di Torino affrontano il rischio della perdita
di lavoro. Fulvia, 37 anni, romana, vive nella provincia milanese
col figlio di otto anni e campa con i contratti a termine che riesce
a trovare (più che altro nei call center). Daniele, 45 anni , sua moglie
Sabrina, 40 anni, anche loro con un figlio all’asilo, si trovano
con un mutuo da pagare nel bel mezzo di una ristrutturazione
aziendale di cui ignorano l’esito: licenziamento o riassunzione...
Interviene alla proiezione il regista GIOVANNI CALAMARI
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LUNEDÌ 26 SETTEMBRE
Labour.short
Ore 20.00
SALVATORE
di Bruno e Fabrizio Urso, Italia, 2010, 14 min.

Alfio e Maria non hanno un lavoro fisso, sono precari. Alfio, con
una vecchia auto, va ogni mattina al porto a comprare il pesce
da rivendere al dettaglio. Non ha una licenza, è un abusivo. Maria
lavora in un’azienda di confezionamento di posate di plastica,
le fanno annualmente dei contratti a tempo determinato ma
sa di non avere certezze del domani. Maria scopre che non le
rinnoveranno il contratto perché è incinta. Nonostante Alfio faccia
di tutto per risollevare Maria, non riesce da solo a mantenere
se stesso e la propria compagna. Entrambi dovranno
prendere delle decisioni per migliorare la propria esistenza.
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Labour.doc
Ore 20.15
ANCHE NOI.
LA TERRA NON ERA LA NOSTRA TERRA
di Giovanni Panozzo, Italia, 2011, 23 min.
Il documentario è un viaggio nella memoria di tre generazioni
di emigranti italiani, nella città di Stoccarda e nella regione del
Baden Wurttenberg, una delle più ricche e industrializzate della
Germania. Nei racconti dei protagonisti si ritrovano le difficoltà,
i successi e le contraddizioni ancora presenti nell’ormai quarantennale
processo di integrazione nel mondo del lavoro, nella
scuola e nella società tedesca e si evidenzia il ruolo e la funzione
sociale che il sindacato tedesco ha svolto negli anni. Sullo
sfondo le grandi aziende dell’auto della regione, la Daimler e la
Porsche ed il più importante sindacato metalmeccanico del
mondo, la IG Metall...
Interviene alla proiezione il regista GIOVANNI PANOZZO
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Labour.film
Ore 21.15
HAI PAURA DEL BUIO
di Massimo Coppola, Italia, 2010, 90 min.

Bucarest è una metropoli molto diversa da come la si immagina,
così come Eva, vent’anni, dolce e orgogliosa come un’eroina
della nouvelle vague, è molto diversa dall’idea che abbiamo
delle “immigrate” rumene. Eva esce dalla fabbrica per l’ultima
volta – non le hanno rinnovato il contratto – e decide che è
giunto il tempo di partire. La sua meta è Melfi, sperduto paese
dell’entroterra meridionale italiano, noto per l’enorme insediamento
della FIAT che, come uno spazio ritagliato da un altro
tempo e un altro mondo, seziona i campi neri, definendo con
essi una cicatrice aperta tra la civiltà contadina e quella postindustriale.
Trovata ospitalità da Anna, una sua coetanea che lavora
alla FIAT, Eva inizia a seguire un gruppetto di donne, poi
tra queste ne sceglie due, infine una sola. Eva diviene la sua
ombra, ne spia ogni movimento, ne conosce alla perfezione
abitudini e occupazioni. Eva decide che è tempo di affrontare la
sua preda in un faccia a faccia drammatico, un gioco al gatto e
al topo in cui è torturatore spietato e vittima inerme al tempo
stesso...
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MERCOLEDÌ 28 SETTEMBRE
Labour.short
Ore 15.15
L’ULTIMO RIMASTO IN PIEDI
di Ugo Capolupo, Italia, 2002, 14 min.

Requiem per l’industria siderurgica italiana, docufiction in forma
di elegia sugli ultimi istanti di vita dell’Italsider di Bagnoli,
le acciaierie sorte ad inizio ‘900, emblema dello sviluppo e poi
della crisi dell’acciaio, luogo di lavoro e di vita per le famiglie
degli operai, rivissuto attraverso i ricordi di un ingegnere collezionista
di reperti. Un senso del tempo – degli uomini e cinematografico
– preciso, attori più veri del vero. La cinepresa trasmette
fedelmente umori e palpiti di un mondo al tramonto.
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Labour.film
Ore 15.30
HAI PAURA DEL BUIO
di Massimo Coppola, Italia, 2010, 90 min.

Bucarest è una metropoli molto diversa da come la si immagina,
così come Eva, vent’anni, dolce e orgogliosa come un’eroina
della nouvelle vague, è molto diversa dall’idea che abbiamo
delle “immigrate” rumene. Eva esce dalla fabbrica per l’ultima
volta – non le hanno rinnovato il contratto – e decide che è
giunto il tempo di partire. La sua meta è Melfi, sperduto paese
dell’entroterra meridionale italiano, noto per l’enorme insediamento
della FIAT che, come uno spazio ritagliato da un altro
tempo e un altro mondo, seziona i campi neri, definendo con
essi una cicatrice aperta tra la civiltà contadina e quella postindustriale.
Trovata ospitalità da Anna, una sua coetanea che lavora
alla FIAT, Eva inizia a seguire un gruppetto di donne, poi
tra queste ne sceglie due, infine una sola. Eva diviene la sua
ombra, ne spia ogni movimento, ne conosce alla perfezione
abitudini e occupazioni. Eva decide che è tempo di affrontare la
sua preda in un faccia a faccia drammatico, un gioco al gatto e
al topo in cui è torturatore spietato e vittima inerme al tempo
stesso...
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Labour.doc
Ore 17.30
LA SVOLTA.
DONNE CONTRO L’ILVA
di Valentina D’Amico, Italia, 2009, 60 min.

A Taranto ci sono donne combattive (mogli, madri, lavoratrici)
che vogliono spezzare il bastone dell’illegalità e dell’arroganza.
Vogliono mettere fine all’impunità che mortifica la propria dignità,
uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute.
Donne che si ribellano, oggi, contro quella che a Taranto
e per Taranto è stata da sempre considerata una salvezza, da
qualche tempo il peggiore dei mali. L’Ilva. L’Ilva è la più grande
acciaieria d’Europa che, insieme all’aumento annuale dei profitti,
detiene il primato nazionale di morti sul lavoro (180 dalla
prima apertura dei cancelli) e d’inquinamento dell’ambiente (il
92 % della diossina nazionale). Il documentario La Svolta. Donne
contro l’Ilva racconta la battaglia di sei donne... Con loro si
ripercorrono decenni di sconvolgimenti socio-economici e ambientali
di una città che forse oggi ha trovato il coraggio di reagire
contro la fabbrica...
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GIOVEDÌ 29 SETTEMBRE
Labour.short
Ore 20.00
L’ULTIMO RIMASTO IN PIEDI
di Ugo Capolupo, Italia, 2002, 14 min.

Requiem per l’industria siderurgica italiana, docufiction in forma
di elegia sugli ultimi istanti di vita dell’Italsider di Bagnoli,
le acciaierie sorte ad inizio ‘900, emblema dello sviluppo e poi
della crisi dell’acciaio, luogo di lavoro e di vita per le famiglie
degli operai, rivissuto attraverso i ricordi di un ingegnere collezionista
di reperti. Un senso del tempo – degli uomini e cinematografico
– preciso, attori più veri del vero. La cinepresa trasmette
fedelmente umori e palpiti di un mondo al tramonto.
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Labour.doc
Ore 20.15
LA SVOLTA.
DONNE CONTRO L’ILVA
di Valentina D’Amico, Italia, 2009, 60 min.

A Taranto ci sono donne combattive (mogli, madri, lavoratrici)
che vogliono spezzare il bastone dell’illegalità e dell’arroganza.
Vogliono mettere fine all’impunità che mortifica la propria dignità,
uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute.
Donne che si ribellano, oggi, contro quella che a Taranto
e per Taranto è stata da sempre considerata una salvezza, da
qualche tempo il peggiore dei mali. L’Ilva. L’Ilva è la più grande
acciaieria d’Europa che, insieme all’aumento annuale dei profitti,
detiene il primato nazionale di morti sul lavoro (180 dalla
prima apertura dei cancelli) e d’inquinamento dell’ambiente (il
92 % della diossina nazionale). Il documentario La Svolta. Donne
contro l’Ilva racconta la battaglia di sei donne... Con loro si
ripercorrono decenni di sconvolgimenti socio-economici e ambientali
di una città che forse oggi ha trovato il coraggio di reagire
contro la fabbrica...
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Labour.film
Ore 21.15
WE WANT SEX
di Nigel Cole, Gran Bretagna, 2010, 113 min.

1968, Dagenham, Essex. La fabbrica della Ford dà lavoro a
55mila operai e a 187 donne, addette alla cucitura dei sedili per
auto in un’ala fatiscente, dove si muore di caldo e piove dentro.
In seguito ad una ridefinizione professionale ingiusta e umiliante,
che le vorrebbe “non qualificate”, le operaie danno vita con
uno sciopero ad oltranza alla paralisi dell’industria e alla prima
grande rivendicazione che porterà alla legge sulla parità di retribuzione...
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LUNEDÌ 3 OTTOBRE
Labour.short
Ore 20.00
DECONSTRUCTION WORKERS
di Kaisa Naess, Norvegia, 2008, 6 min.

Premiato al Festival di Annecy, Bygningsarbeidere è un esempio
di come si possa fare della grande animazione privilegiando
solo gli elementi essenziali del disegno. I protagonisti sono due
operai in un cantiere, personaggi reali ritagliati come delle sagome
ed applicati su uno sfondo semi-animato. Come un collage.
Parlano, parlano, parlano. Dietro di loro si scatena il finimondo,
ma loro, chiusi nella monotonia del loro lavoro quotidiano,
non si accorgono di nulla. Satirico.
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Labour.doc
Ore 20.15
JE M’APPELLE MORANDO.
ALFABETO MORANDINI
di Daniele Segre, Italia, 2010, 53 min.

Girato tra il 2004 e il 2010 a Levanto e a Milano, Je m’appelle
Morando - Alfabeto Morandini è un gioco intellettuale tra due
amici che condividono la passione per il cinema e ne hanno fatto
un lavoro per la vita. Daniele Segre ritrae Morando Morandini
nei luoghi a lui più familiari, nel silenzio dello studio di Milano
e del giardino di Levanto - immerso nella carta e nei libri - e tra
le strade della cittadina ligure, dove il critico scambia battute e
opinioni con l’amico regista. A fare da contrappunto al racconto
filmico, il suono della sua vecchia macchina da scrivere, inseparabile
strumento del suo lavoro di fronte a cui si “isola” dal
resto del mondo per concentrarsi esclusivamente sul proprio
pensiero e quindi scrivere con una passione, una precisione e
una scrupolosità da un artigiano orefice...
“I mestieri del Cinema”: Interviene alla proiezione il critico
cinematografico MORANDO MORANDINI
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Labour.film
Ore 21.15
COSE DELL’ALTRO MONDO
di Francesco Patierno, Italia, 2011.

Cosa succederebbe se una mattina, di punto in bianco tutti gli
stranieri svanissero dall’Italia? È quello che succede in un piccolo
paese del Veneto dopo l’anatema di un industrialotto locale.
Ma senza stranieri il paese non va avanti. Torneranno? Forse
si, forse no. Una commedia divertente su un tema molto caldo
e molto attuale...
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MERCOLEDÌ 5 OTTOBRE
Labour.short
Ore 15.15
NO SMOKING COMPANY
di Edo Tagliavini, Italia, 2006, 16 min.

Premio del pubblico e menzione speciale al Corto festival di
Imola; Visioni Italiane, Roma Film Festival, Linea d’ombra, Mosaico
Film Festival, Maremetraggio. Il signor Ma è un giovane
manager cinese, chiamato a licenziare tutti i dirigenti sopra i 45
anni di un’azienda italiana acquistata dalla multinazionale
Whang. Il suo motto è: “mutarsi da ospite in padrone di casa”.
Assediato dal caldo e dall’ironia dei colleghi, il placido Marcello
aspetta il suo turno a tu per tu con lo spietato manager. Sta per
partire la sfida tra vecchio e nuovo mondo, dove anche il fumo
ha la sua importanza...
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Labour.film
Ore 15.30
COSE DELL’ALTRO MONDO
di Francesco Patierno, Italia, 2011.

Cosa succederebbe se una mattina, di punto in bianco tutti gli
stranieri svanissero dall’Italia? È quello che succede in un piccolo
paese del Veneto dopo l’anatema di un industrialotto locale.
Ma senza stranieri il paese non va avanti. Torneranno? Forse
si, forse no. Una commedia divertente su un tema molto caldo
e molto attuale...
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Labour.doc
Ore 17.30
SLOI. LA FABBRICA DEGLI INVISIBILI
di Luca Bergamaschi e Katia Bernardi, Italia, 2009, 54 min.

Sloi ripercorre le tappe della storia della fabbrica Sloi di Trento,
dalla sua nascita negli anni del fascismo fino alla sua chiusura
nel 1978 in seguito all’esplosione di un incendio che avrebbe
potuto contaminare l’intera città. La Sloi nasce come fabbrica
di guerra nel 1940 per la produzione di piombo tetraetile, il liquido
da miscelare come antidetonante alla benzina. La Sloi è
una grande opportunità per una città che si sta trasformando
da rurale a industriale: crea lavoro e benessere. Ma il piombo
tetraetile è una sostanza altamente nociva, che provoca sintomi
simili a quelli dell’alcolismo, i quali innescano un processo fatale
che dalla follia conduce alla morte. La Sloi con le sue migliaia
di intossicati e decine di morti è stata il simbolo di un sistema
economico che, ancora oggi, in infiniti luoghi del mondo,
baratta la vita con il denaro...
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GIOVEDÌ 6 OTTOBRE
Labour.short
Ore 20.00
NO SMOKING COMPANY
di Edo Tagliavini, Italia, 2006, 16 min.

Premio del pubblico e menzione speciale al Corto festival di
Imola; Visioni Italiane, Roma Film Festival, Linea d’ombra, Mosaico
Film Festival, Maremetraggio. Il signor Ma è un giovane
manager cinese, chiamato a licenziare tutti i dirigenti sopra i 45
anni di un’azienda italiana acquistata dalla multinazionale
Whang. Il suo motto è: “mutarsi da ospite in padrone di casa”.
Assediato dal caldo e dall’ironia dei colleghi, il placido Marcello
aspetta il suo turno a tu per tu con lo spietato manager. Sta per
partire la sfida tra vecchio e nuovo mondo, dove anche il fumo
ha la sua importanza...
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Labour.doc
Ore 20.15
SLOI. LA FABBRICA DEGLI INVISIBILI
di Luca Bergamaschi e Katia Bernardi, Italia, 2009, 54 min.

Sloi ripercorre le tappe della storia della fabbrica Sloi di Trento,
dalla sua nascita negli anni del fascismo fino alla sua chiusura
nel 1978 in seguito all’esplosione di un incendio che avrebbe
potuto contaminare l’intera città. La Sloi nasce come fabbrica
di guerra nel 1940 per la produzione di piombo tetraetile, il liquido
da miscelare come antidetonante alla benzina. La Sloi è
una grande opportunità per una città che si sta trasformando
da rurale a industriale: crea lavoro e benessere. Ma il piombo
tetraetile è una sostanza altamente nociva, che provoca sintomi
simili a quelli dell’alcolismo, i quali innescano un processo fatale
che dalla follia conduce alla morte. La Sloi con le sue migliaia
di intossicati e decine di morti è stata il simbolo di un sistema
economico che, ancora oggi, in infiniti luoghi del mondo,
baratta la vita con il denaro...
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Labour.doc
Ore 21.15
IL SANGUE VERDE
di Andrea Segre, Italia, 2010, 57 min.

Gennaio 2010, Rosarno, Calabria. Le manifestazioni di rabbia
degli immigrati mettono a nudo le condizioni di degrado e ingiustizia
in cui vivono quotidianamente migliaia di braccianti
africani, sfruttati da un’economia fortemente influenzata dal potere
mafioso della ‘Ndrangheta. Per un momento l’Italia si accorge
di loro, ne ha paura, reagisce con violenza, e in poche ore
Rosarno viene “sgomberata” e il problema “risolto”. Ma i volti
e le storie dei protagonisti degli scontri di Rosarno dicono che
non è così. Scovarle e dare loro voce è oggi forse l’unica via
per restituire al Paese la propria memoria: quella di quei di giorni
di violenza e quella del proprio recente quanto rimosso passato
di miseria rurale.
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